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Pacciamatura con cartone: quando usarlo e quali materiali evitare

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 26/10/2026 15:56
Pacciamatura con cartone: quando usarlo e quali materiali evitare

La pacciamatura con cartone è utile soprattutto per coprire un’aiuola prima di coltivarla o per contenere le infestanti attorno a piante già presenti. Funziona se il cartone è semplice, viene posato a contatto con un terreno umido e resta coperto da materiale organico. Non è invece una scorciatoia per eliminare ogni erba perenne né un buon motivo per interrare qualsiasi imballaggio.

Quando conviene usare il cartone

Uno strato di cartone scherma la luce e ostacola la crescita delle infestanti che si trovano sotto. Può essere pratico per preparare una nuova aiuola senza rivoltare tutto il suolo, coprire temporaneamente una zona che si vuole coltivare più avanti o proteggere gli spazi tra piante già ben insediate. Con il tempo il cartone si ammorbidisce e si degrada: per questo è una copertura temporanea, non una barriera permanente.

Il risultato è migliore contro le erbe annuali e la vegetazione bassa. Le infestanti che si propagano tramite rizomi o radici persistenti possono invece riemergere ai bordi, attraversare le aperture lasciate per le piante o crescere sopra lo strato di copertura. Prima di posare il cartone conviene quindi rimuovere le specie più tenaci e i loro organi sotterranei visibili, senza aspettarsi che la sola pacciamatura risolva il problema.

Se devi seminare a breve direttamente nel terreno, il cartone può intralciare il lavoro: occorre aprire la copertura lungo le file o attendere che si sia deteriorata abbastanza. È più semplice usarlo dove trapianterai piantine, preparando aperture adeguate, oppure dove vuoi lasciare riposare il suolo. Vicino a ortaggi piccoli e appena germinati, lascia spazio perché ricevano luce e possano crescere senza essere soffocati.

Come posarlo senza creare problemi

Taglia prima la vegetazione presente, elimina eventuali rifiuti e inumidisci il terreno se è asciutto. Apri e appiattisci gli scatoloni, poi disponili in uno strato continuo, sovrapponendo i bordi: le fessure sono i punti da cui le erbe ripartono più facilmente. Bagna il cartone mentre lo sistemi, così aderisce al suolo e non viene spostato dal vento.

Copri il cartone con una pacciamatura organica, per esempio foglie, paglia o cippato adatto all’area. La copertura lo mantiene in posizione, lo protegge dall’essiccamento e rende più agevole gestire la superficie. Evita però di ammassare cartone e pacciamatura contro fusti, colletti e tronchi: lascia libera la base delle piante. Se fai un’apertura per un trapianto, controlla che sia abbastanza ampia da permettere all’acqua di raggiungere la zona delle radici.

Nei giorni successivi verifica cosa accade sotto la copertura, soprattutto se il terreno era molto asciutto o tende a trattenere acqua. Il cartone deve aiutare a conservare l’umidità, non diventare un pretesto per irrigare senza controllare. Osserva anche i bordi, richiudi le aperture accidentali e rimuovi le infestanti che riescono a emergere prima che si diffondano. In zone umide, controlla la presenza di limacce vicino alle colture sensibili.

Quali cartoni e materiali evitare

La scelta più prudente è il cartone ondulato marrone, non plastificato e con poca stampa. Prima di usarlo togli nastro adesivo, etichette, punti metallici, graffette e altri elementi che non si degradano come la fibra del cartone. Se una parte dell’imballaggio si separa come una pellicola o presenta una finitura impermeabile, non metterla sul terreno.

Evita cartoni lucidi, cerati, laminati o accoppiati con plastica e alluminio, così come confezioni molto colorate o trattate per resistere all’acqua. Non usare scatole sporche di sostanze chimiche, oli minerali o altri residui di provenienza incerta. Anche un cartone marrone può avere nastri o rivestimenti poco evidenti: osservalo da entrambi i lati invece di giudicarlo soltanto dal colore.

Se non hai cartone adatto, non è necessario forzare la scelta. Per una pacciamatura attorno a colture già avviate puoi usare direttamente materiali organici puliti e compatibili con l’orto; per le infestanti perenni può servire prima un intervento mirato sulle radici. Il criterio è semplice: mettere a contatto con il suolo solo materiali di cui conosci la composizione e che puoi gestire senza lasciare residui indesiderati.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si dedica all'orto domestico e ai gesti che aiutano a seguirlo durante l'anno: semine, trapianti, pacciamatura e raccolta. Scrive guide pratiche che tengono conto delle stagioni e dello spazio disponibile, senza complicare il lavoro. È interessato al compostaggio e al riuso dei materiali, soprattutto quando rendono l'orto più semplice da curare.